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Ricordati di me

L’8 settembre la Chiesa celebra la natività di Maria. Nell’archidiocesi di Spoleto-Norcia tale festa è particolarmente sentita nel santuario della Madonna della Stella in Montefalco, retto dai padri passionisti. Da ricordare che in questo luogo di fede e di pietà nel bel mezzo della valle spoletina, tra il 1861 e il 1862 la Madre di Dio è apparsa a Federico Cionchi (Righetto), un bambino di cinque anni della zona, che gli raccomandò: “Sii buono”. Diverse le celebrazioni eucaristiche tenutesi in Santuario nella giornata di venerdì 8 settembre 2017. Quella principale delle 11.30 è stata presieduta dal card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, che proprio l’8 settembre 1994 fu ordinato vescovo dal card. Silvano Piovanelli a Firenze.

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Con lui hanno concelebrato: l’arcivescovo Renato Boccardo, un padre passionista in rappresentanza del provinciale d’Italia dei “figli” di S. Paolo della Croce, il vicario generale dell’archidiocesi mons. Luigi Piccioli e diversi presbiteri diocesani e religiosi. Presente naturalmente il sindaco di Montefalco Donatella Tesei. La liturgia è stata animata nel canto dal coro della “Stella” e nel servizio all’altare dai seminaristi della Diocesi. Mons. Boccardo nel saluto iniziale ha ringraziato il card. Bassetti per aver accettato l’invito e gli ha assicurato che i fedeli della Chiesa di Spoleto-Norcia pregano per il suo ministero a servizio della comunità ecclesiali che sono in Italia, chiedendo al Signore, per intercessione della Vergine, di accompagnarlo, sostenerlo, consolarlo in questa missione. L’arcivescovo di Perugia ha confidato all’inizio della celebrazione di essere rimasto incantato dalla bellezza delle zone interne della valle spoletina, che visitava per la prima volta.

«L’abbondare delle grazie e il grande concorso di devoti alla Madonna ha fatto sorgere sui resti di un’antica chiesa – ha detto nell’omelia il Porporato – questo Santuario, dedicato alla Vergine “Auxilium Christianorum”, in un periodo storico in cui la vita della Chiesa e di tanti fedeli in Italia era messa a dura prova. Nel corso dei secoli, la devozione alla Madonna della Stella non è mai venuta meno. Ultimamente, per volontà del vostro Arcivescovo, ogni primo sabato del mese, dalla vicina parrocchia di San Luca giunge qui un “pellegrinaggio vocazionale” per chiedere alla Madre di Dio di far sbocciare vocazioni al sacerdozio. Anche questa è una forte necessità della Chiesa di oggi, che si affida al “padrone della messe” affinché mandi pastori saggi e generosi che sappiano condurre il popolo cristiano alle acque della vita». Poi, il Presidente della Cei ha spiegato il significato del messaggio che la Vergine lasciò al piccolo Righetto: «Raccomandando di «essere buono», la Beata Vergine ci fa intendere l’importanza della bontà nella vita familiare e sociale. Non si tratta di un sentimento sdolcinato, ma di un modo di essere e di vivere all’insegna dell’amore fraterno e del rispetto reciproco. La bontà non è un atteggiamento riservato all’innocenza dei bambini, ma una virtù che tutti dovremmo possedere per rendere i rapporti interpersonali e sociali più umani e più cristiani. La bontà ci rende umili, pazienti, disponibili verso le necessità dei fratelli, aperti alla volontà di Dio, che sempre ci chiama a testimoniare la venuta del suo Regno. Bontà e umiltà sono certamente due caratteristiche della Beata Vergine, che seppe rispondere con prontezza alla chiamata del Signore, dedicando tutta se stessa all’opera della salvezza».

Nel salone attiguo al Santuario è stata allestita una mostra d'arte sacra contemporanea dal tema "Maria e la sua gente" a cura Giuseppe Bacci, promossa dal comitato festeggiamenti Madonna della Stella e realizzata in collaborazione con il Museo Stauròs del Santuario di S. Grabriele dell'Addolorata (TE). Rimarrà aperta fino al 24 settembre 2017. Si tratta di un percorso estetico e spirituale che racconta la figura della Madre di Dio attraverso le opere di grandi maestri dell'arte contemporanea. Alcune opere sono state realizzate appositamente per la mostra. L'esposizione è dedicata al ricordo del fondatore del Museo Stauròs padre Adriano Di Bonaventura e della mente progettuale mons. Carlo Chenis, compianto vescovo di Civitavecchia-Tarquinia.