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Ricordati di me

Domenica 25 giugno 2017 per la Chiesa di Spoleto-Norcia è stato un giorno di festa. Il seminarista Bartolomeo Gladson Sagayaraj, di origini indiane, è stato ordinato diacono nella chiesa di S. Giovanni Battista in S. Giovanni di Baiano di Spoleto mediante l’imposizione delle mani dell’arcivescovo Renato Boccardo. Molti i fedeli presenti provenienti dalle parrocchie dove attualmente il giovane svolge il servizio pastorale (Baiano e Montemartano di Spoleto, Firenzuola di Acquasparta e Porzano di Terni) e dove è stato in passato (S. Nicolò di Spoleto). Dall’India sono giunti i suoi genitori, emozionatissimi e felicissimi di “consegnare” alla Chiesa di Spoleto-Norcia il loro unico figlio.

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Con mons. Boccardo hanno concelebrato numerosi sacerdoti, tra cui il parroco di Baiano don Canzio Scarabottini e i sacerdoti formatori del Pontificio Seminario Regionale “Pio XI” di Assisi (il rettore mons. Carlo Franzoni, il vice rettore don Gianluca Bianchi e il padre spirituale don Mauro Salciarini). Presenti naturalmente i seminaristi compagni di Bartolomeo negli anni della formazione: hanno fatto servizio liturgico, coordinati dal cerimoniere arcivescovile don Edoardo Rossi. La Messa è stata animata dalla corale parrocchiale di Baiano.

All’inizio dell’Eucaristia, il vicario generale dell’Archidiocesi mons. Luigi Piccioli, ha preso la parola per ricordare ai presenti che il 25 giugno di quaranta anni fa l’arcivescovo Renato veniva ordinato presbitero a S. Ambrogio di Torino, suo paese natale. Per il Presule è stata davvero una bella coincidenza, forse meglio dire un bel segno, poter ordinare un diacono nel giorno del suo anniversario. Un lungo applauso si è levato tra i presbiteri e tra i fedeli.  

È stato il parroco di Baiano don Canzio Scarabottini a chiedere all’Arcivescovo in maniera ufficiale l’ordinazione diaconale di Bartolomeo.   

Nell’omelia mons. Boccardo ha ricordato che l’appartenenza a Dio e al suo amore sono per sempre e danno significato ai legami che si intrecciano nella vita. «Tu lo sai, caro Bartolomeo, come noi tutti ben lo sappiamo. Se vai indietro negli anni – ha detto il Presule - se ripensi al tratto di strada che hai percorso e cerchi di coglierne il senso misterioso e profondo, ti accorgi che non tu, non le tue qualità, non i tuoi meriti, ma Dio ti ha condotto fin qui. Con amore delicato e fedele ti ha inseguito e ti ha raggiunto; ti ha guidato su vie impensate, ti ha atteso ai crocicchi e ti ha chiesto, insistente, il tuo sì. Anche attraverso la sollecitudine e l’esempio quotidiano dei tuoi genitori, anche con la voce dolce della tua nonna alla fine della sua vita e di quel padre Paolo che hai incontrato alla vigilia della sua morte, quando entrambi, separatamente, ti hanno detto che dovevi fare qualcosa di più per Dio. Oggi non ti viene conferito un ufficio o una funzione esterna; né questa potrebbe caratterizzare fino in fondo la tua esistenza. È il dono dell’amore supremo di Cristo che ti viene offerto; è la richiesta di una fedeltà totale a lui nella fede, nell’amore, nella sequela appassionata e generosa del suo Vangelo. È per me gioia grande e consolazione particolare, di cui ringrazio vivamente il Signore, poterti donare oggi alla nostra Chiesa diocesana come diacono: esattamente quarant’anni fa, in questo stesso giorno ed ora, ricevevo infatti l’ordinazione presbiterale. Con il sigillo del diaconato tu divieni, nell’umiltà della tua persona, immagine vivente del Signore Gesù. Non sarà tuo quello che farai; sarà di Cristo, di cui dovrai essere trasparenza e strumento, per indicare a tutti la sua presenza in mezzo alla comunità dei credenti. Per questo il Diaconato che ricevi non è per te, ma per gli altri. La nostra Chiesa ti accoglie con gioia e speranza, come dono grande del Signore, come la sua assicurazione di voler rimanere con noi a continuare nella storia la sua opera di salvezza e di amore; il nostro Presbiterio ti abbraccia come fratello, unito nel vincolo della missione; ti aspettano gli uomini e le donne del nostro tempo, perché tu ti ponga accanto a loro in un servizio fraterno di carità, di speranza e di pace, in un cammino di comune ricerca e di dinamica attesa del Regno di Dio che viene».

Al termine della Messa, Bartolomeo ha preso la parola per ringraziare: Dio per il dono della vita e della vocazione; i genitori per averlo educato alla fede e sostenuto nel suo cammino verso il sacerdozio; l’arcivescovo Renato per la paterna vicinanza; i vari formatori, in India e ad Assisi; i sacerdoti con cui ha collaborato nei fine settimana e nei periodi di vacanza in questi ultimi anni: don Nelson Abraham, parroco in solido di S. Nicolò, del Sacro Cuore e di S. Sabino; mons. Alessandro Lucentini e don Mahimai Dass Irudajam, parroco moderatore e parroco in solido del Sacro Cuore, di S. Nicolò e di S. Sabino; don Canzio Scarabottini e don Alessio Kononov, parroco moderatore e parroco in solido di Baiano, Montemartano, Firenzuola e Porzano; don Gianfranco Formenton, parroco di S. Angelo in Mercole e di S. Martino in Trignano.

La serata si è conclusa con un momento di fraternità nello spazio verde dinanzi alla chiesa.