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Ricordati di me

«Ritroviamo l’entusiasmo di proporre con gioia il Vangelo della Famiglia! Non perdiamoci in tante analisi sociologiche sulle infinite disfunzioni familiari della nostra società. Non perdiamo energie preziose concentrandoci sempre sul negativo! Non rifugiamoci nell’alibi di dire che la cultura di oggi, che la legislazione di oggi, che la mentalità di oggi sono ostili alla famiglia. E con ciò rimaniamo paralizzati, timorosi e inattivi». È un passaggio dell’omelia che il card. Kevin Jospeh Farrell, Prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, ha tenuto nella Cattedrale di Spoleto domenica 14 maggio nella Messa di chiusura della V edizione della Festa della Famiglia promossa dall’Archidiocesi sul tema “Famiglia, Gioia, Vangelo”.

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La giornata si è aperta al mattino in Piazza Duomo con l’accoglienza dei partecipanti (circa 500 persone hanno preso parte alle varie attività diluite nella giornata). Adulti e bambini poi si sono divisi: i primi al Teatro “Caio Melisso-Spazio Carla Fendi” per ascoltare le riflessioni sul tema di mons. Marcello Semeraro vescovo di Albano e segretario del C9 - il consiglio di cardinali istituito da Papa Francesco con il compito di aiutarlo nel governo della Chiesa universale - e di Stefania Falasca giornalista del quotidiano Avvenire (ha moderato Daniele Rocchi giornalista del SIR, agenzia stampa della Conferenza episcopale italiana); i secondi invece hanno partecipato a giochi e attività laboratoriali insieme ai ragazzi della Pastorale giovanile diocesana e agli operatori della Cooperativa “Il Cerchio”.

Al Teatro, dopo i saluti istituzionali dell’arcivescovo Renato Boccardo (ha ricordato come «crediamo fermamente che il Vangelo è ancora sorgente di gioia e che questa gioia trova il suo luogo naturale nella famiglia») e del sindaco di Spoleto Fabrizio Cardarelli (ha sottolineato l’importanza di lavorare insieme per il sostegno alle famiglie, in modo particolare a quelle in difficoltà e a quelle giovani), mons. Semeraro e la Falasca hanno conversato sul tema partendo dall’esortazione apostolica post sinodale di Papa Francesco Amoris Laetitia. L’intervento del Vescovo di Albano, centrato sulle parole letizia-gioia-amore, è pubblicato in allegato. La Falasca, invece, ha parlato di come l’amore sia la chiave di tutto e che non lo si può separare dalla letizia. «L’amore – ha detto – è ciò che consente di non cadere nel legalismo e la carità coniugale è quella che permette di non imporre se stesso, di essere sempre aperti al perdono. L’amore è fare bene, è come una tessitura artigianale che si arricchisce nel tempo».

Dopo un pranzo in fraternità presso la Terrazza Frau, momento apprezzato da tutti per la familiarità e la possibilità di condividere esperienze familiari, ci sono stati quattro laboratori per gli adulti, molto apprezzati: Pregare in famiglia (coordinato da un membro nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo, presso la Sala del Rettore nelle Canoniche della Cattedrale); Genitori consapevoli si diventa (coordinato Cristina Marini, mediatore familiare, presso il Salone dei Vescovi del Palazzo Arcivescovile); Giovani, la fatica di crescere (coordinato da Luca Pipitone, docente, presso la Sala Barberini del Museo Diocesano); I nonni, radici e memorie di un popolo (coordinato da Giancarlo Penza della Comunità di S. Egidio, presso la Sala “Don Elio Simonelli” della Terrazza Frau). Nella stessa fascia per i più piccoli c’è stata una specifica animazione.

Alle 17.00 la giornata si è conclusa con la celebrazione eucaristica, come detto all’inizio, presieduta dal card. Farrell e concelebrata dall’arcivescovo Boccardo, da mons. Fernando Vérgez Alzaga, segretario generale del Governatorato della Santa Sede, e da alcuni sacerdoti diocesani, tra cui il vicario generale dell’Archidiocesi mons. Luigi Piccioli e il responsabile della pastorale familiare diocesana don Sem Fioretti. Il card. Farrell in un altro significativo passaggio, collegato a quello riportato in testa all’articolo, ha detto che «noi siamo il popolo che appartiene a Dio per proclamare le sue opere meravigliose! Annunciamo allora con coraggio le tante opere di Dio: l’opera meravigliosa che è la creazione dell’uomo e della donna a immagine di Dio; annunciamo ai giovani la bellezza di spendere la vita in un progetto grande di dedizione agli altri, al proprio coniuge e ai figli. Annunciamo e non lamentiamoci continuamente del mondo! La Chiesa non ha mai vissuto in epoche storiche facili! Mai la cultura è stata del tutto favorevole! Mai la situazione politica e le leggi sono state ideali. Preoccupiamoci di formare le nuove generazioni alla bellezza della fede e della vita cristiana. L’ideale del matrimonio e della famiglia conservano ancora una grande forza di attrazione e non hanno perso niente della loro altissima nobiltà». Al termine della Messa il Cardinale e l’Arcivescovo hanno salutato le persone presenti sotto il portico della Cattedrale ed hanno consegnato alle mamme presenti una rosa rossa.